"Posso ancora scegliere"

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Nonostante la carenza di dati certi, sembra chiaro che una tossicodipendente pratichi una interruzione volontaria di gravidanza almeno una volta nella sua vita. È difficile e complicato educare le donne tossicodipendenti alla contraccezione. D’altra parte, invece, grazie all’integrazione territorio-ospedale le gravidanze nelle tossicodipendenti hanno spesso esito favorevole con la nascita di un bimbo sano ma non sempre desiderato. È fondamentale capire innanzitutto i motivi della resistenza di queste pazienti alla contraccezione. È necessario far comprendere loro i diversi tipi di contraccettivi che possono essere utilizzati ed integrare questi concetti con quelli della prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse.

Negli ultimi anni la contraccezione ha avuto una svolta importante con l’utilizzo di spirali intrauterine medicate al progesterone (IUS). Poter fornire, gratuitamente, questo tipo di dispositivo alle donne tossicodipendenti ha degli indubbi vantaggi: protezione dai 3 ai 5 anni contro le gravidanze indesiderate, protezione delle malattie infiammatorie pelviche per la natura stessa della IUS, contraccezione non vincolata alla compliance della paziente (dimenticanza, non assorbimento del farmaco).

La EIHR Onlus si propone i seguenti obiettivi, in collaborazione con i dirigenti dei SERT della Regione Campania:
  • Somministrazione di un questionario specifico volto a comprendere sia le abitudini sessuali sia il desiderio di evitare una gravidanza indesiderata.
  • Incontri formativi per spiegare a queste giovani donne afferenti ai SERT la possibilità dei vari tipi di contraccezione, dal preservativo, a quella ormonale come pillole, cerotti o anelli vaginali, alla contraccezione di lunga durata con l’inserimento di IUS.
  • Istituzione di un ambulatorio medico mobile, nei diversi SERT, per la somministrazione dei contraccettivi dopo opportuna visita ginecologica.
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